Esame di coscienza 3 A

Il leone dentro di noi

Il bassorilievo che si trova sotto l’opera precedentemente considerato, rappresenta la causa per la quale non riconosciamo più la nostra interiorità.

Il bassorilievo a sinistra della parete d’ingresso, rappresenta un leone che serra fortemente con la zampa sinistra una mela (chiara allusione al peccato originale descritto nel libro della Genesi).

Cosa rappresenta il leone? Secondo l’iconografo Cesare Ripa, vissuto nel ‘500, il leone rappresenta il nostro animo. L’animo che, toccato dal peccato originale espresso dalla mela che il leone serra nella zampa sinistra, può corrompersi, tanto da determinare la concupiscenza, che non ci fa più vedere la bellezza della nostra natura umana.

La geniale opera artistica vuole mettere in luce il modo in cui il nostro disorientamento può essere spiegato come il risultato di una vita segnata dalla concupiscenza.

La scena è grottesca perché il leone sembra indietreggiare terrorizzato alla vista del bambino che, col capo coperto da un velo e con le manine alzate, gli fa sberleffi, mentre un altro bambino, incurante del pericolo, sembra spingerlo verso quello a destra come sfida.

Che cosa rappresentano questi bambini?

Sono la nostra intelligenza o meglio la nostra coscienza, cioè quella capacità che noi abbiamo di gestire la propria debolezza (il leone ha la mela nella zampa sinistra – per i mancini sarà la destra).

Riusciamo a trovare sempre una soluzione alle nostre debolezze se siamo vigilanti.

Riflessione:

Ognuno può avere la consapevolezza che in noi ci può essere un dottor Jekyll e un mister Hyde: un lato oscuro che non ci fa essere come noi vorremmo.

L’autore del romanzo, Stevenson, fa emergere nell’essere umano due differenti nature, due tendenze comportamentali (o semplicemente personalità): una votata al bene, l’altra al male; esse sono continuamente in contrasto fra di loro tentano di prendere il dominio dell’individuo.

Nonostante tutto, però, in noi prevale la dimensione buona: segno di una capacità di riuscire a dominare la dimensione più brutale.

Il peccato originale è una rivelazione formidabile sull’origine del male in noi.

La Scrittura dice che esso è il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Secondo la cultura biblica dire che qualcosa riguarda il bene e il male, come l’Alfa e l’Omega, determina il senso di tutto ciò di cui si parla.

Quell’albero ha a che fare con tutta la conoscenza possibile, dall’A alla Z, naturalmente sempre in riferimento al bene e al male.

Non una conoscenza solo intellettuale ma, soprattutto, sperimentale. In altre parole, dalla vita si vuole tutto, senza sacrificare nulla.

In definitiva non si accetta il proprio limite, soprattutto quello estremo rappresentato dalla nostra condizione mortale.

Spesso quello che noi diciamo, facciamo, pensiamo è influenzato dalla nostra paura di morire.

Vogliamo essere come Dio, cioè essere eterni, onniscienti e onnipotenti (quello che ci fa essere un leone).

Invito:

Dopo aver sperimentato la “selva” dentro di noi, grazie agli esercizi del silenzio e aver deciso di non fuggire da essa, prendendo in mano la nostra interiorità, è la volta di prendere coscienza del leone dentro di te.

Prima di iniziare gli esercizi proposti, chiedi a Dio di far entrare un po’ di luce nella tua stanza oscura e di rivolgiti a Maria, colei che non ha mai assaggiato il frutto di quell’albero, per comprendere la natura del leone in noi e come fino a oggi non abbia prevalso.

Primo esercizio: consiste nel prendere coscienza di quale sia il proprio vizio capitale dominante (ripeto: ognuno ne ha almeno uno che prevale) oppure del nostro Mister Hyde.

Secondo esercizio: consiste nel verificare quanto il nostro parlare, pensare e agire sia influenzato dalla nostra paura di morire.

Terzo esercizio: consiste nel realizzare come sei riuscito fino a oggi a gestire la tua debolezza, a non capitolare nonostante il leone dentro di noi.

Alla fine sarebbe bene prendere in giro la nostra debolezza, segno di una libertà acquisita, di un’intelligenza che noi abbiamo, capace di dominare la nostra forza oscura.

 

Grazie alla luce che entra riesci a vedere quelle realtà più evidenti che non vanno e come fino a questo punto hai provveduto a raddrizzarle.

 

NOTA BENE:

Si consigliano

•  La meditazione del libro della Genesi dal capitolo 2 al capitolo 3, avendo davanti l’opera artistica.

• Il romanzo di Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”.

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