Chiesa del Gesù di Casa Professa

 

CRONOLOGIA

  1. 1553: i gesuiti occupano i locali dell’abazia di s. Maria la Grotta; questa era sita nell’attuale cappella di s. Anna.
  2. inizia la costruzione della chiesa attuale: disegno del gesuita ferrarese Giovanni Tristano, direzione dei fratelli gesuiti Francesco Costa e Alfio Vinci.
  3. 1577: la costruzione della chiesa è terminata.
  4. 1583: è eretta la Casa Professa; il collegio che era adiacente alla chiesa si trasferisce a piazza s. Anna e poi nel Corso Vittorio Emanuele.
  5. 1591: si abbattono i muri divisori delle cappelle: la chiesa è ora a tre navate.
  6. 1606: acquisto dei locali limitrofi per ingrandire la chiesa su progetto del gesuita messinese Natale Masucci.
  7. 1616-1629: ingrandimento della chiesa, architetto il gesuita p. Tommaso Blandino da Mineo.
  8. La decorazione marmorea, lenta e graduale, inizia nel 1597; al momento dell’espulsione dei gesuiti nel 1767 non è ancora finita.
  9. 1805: i gesuiti ritornano in Sicilia e si riprende la decorazione marmorea, fino all’espulsione decretata da Garibaldi nel 1860.
  10. I disegni di marmi e stucchi, sino alla soppressione della Compagnia, sono di molti artisti: Natale Masucci, Tommaso Blandino, Pietro Novelli, Francesco La Barbera, Mariano Quaranta, Paolo Amato, Pietro Castro, Vincenzo Marchesi, Antonio Vasquez, Antonio Grano, Nicolò Troisi, Mariano Sucameli, Nicolò Anito, Francesco Nicoletti.
  11. 9 maggio 1943: un bombardamento aereo colpisce la chiesa: crolla la cupola la quale travolge il tetto della navata centrale e danneggia l’insieme.
  12. 5 dicembre 1954: la chiesa è riaperta al culto.
  13. 2008-2009 restauro radicale della chiesa, riaperta al culto il 23 febbraio 2009.

 

FACCIATA

  1. Come nelle chiese barocche dei gesuiti: un cornicione orizzontale scomparte la facciata in due sezioni: parte inferiore con tre portali sormontati da nicchia (S. Maria della Grotta, S. Ignazio, S. Francesco Saverio); parte superiore, con lesene abbinate ai lati della finestra centrale. Medaglioni ai lati del frontone e statue di santi gesuiti.

 

INTERNO

  1. Chiesa barocca a croce latina, con tre navate risultanti da due intercolumni con archi a tutto sesto. Due navate minori sono create dalle comunicazioni delle cappelle laterali tra loro. I pilastri sono d’ispirazione dorica.
  2. Lunghezza ingresso – abside, m. 72,10; lunghezza del transetto, m. 42,65; altezza cupola 70 metri.

 

Decorazioni

  1. Le decorazioni marmoree sono a tarsie di marmi mischi (lastroni che aggettano in figure variamente intarsiate con marmi policromi siciliani) e tarsie di marmi mischi e tramischi (senza rilievi, ma finemente intarsiate per raffigurare paesaggi, ecc).
  2. I pilastri della navata centrale e della cupola furono disegnati da Francesco La Barbera.
  3. I pilastri sono alternativamente dedicati a Gesù e a Maria, con i rispettivi monogrammi.
  4. Tutti gli ornamenti della chiesa sono un simbolismo che glorifica il nome di Gesù, cfr Fil 2, 5-11. I quattro pilastri del transetto rappresentano i quattro elementi – terra, aria, acqua, fuoco – sottomessi a Gesù, alla pari di quelli dell’abside, che esprimono la subordinazione di cielo e terra a Gesù.
  5. La volta della navata centrale – del 1954, dovuta a Federico Spoltore, abruzzese – esprime la glorificazione di Gesù, alla pari della cupola.
  6. Le lunette laterali della navata centrale esprimono la gloria della Compagnia di Gesù.

 

Cappelle

  1. A destra, Santi vergini, con l’angelo custode dei vergini, sul frontone dell’altare. I vergini sono Luigi Gonzaga, Paolo, Giuseppe, Giov. Battista, Giov. Ev., Stanislao. Parete a sinistra: Gesù invita le vergini a salire il monte della perfezione: Chiara, Scolastica, Gertrude. Sulla cornice: Maria distribuisce corone alle sottostanti vergini. Parete destra: S. Anna, Maria fanciulla. Soffitto Maria e le vergini Agata, Cristina, Ninfa e Oliva. Gli affreschi sono attribuiti a Gaspare Bazano ( 1618).
  2. Santi confessori. La pala dell’altare con i tre santi martiri giapponesi. Alle pareti Pietro Novelli di Monreale ha dipinto S. Paolo eremita con discepoli, a sinistra, con autoritratto; a destra S. Filippo d’Agira che libera un ossesso (anno 1639).
  3. Santi Martiri: S. Stefano, S. Lorenzo, strage degli Innocenti; a sinistra, martirio dei santi gesuiti martiri giapponesi
  4. Cappella della Madonna ‘di Trapani’. Le tre colonne a rilievo di marmi mischi ai lati dell’altare sono di Camillo Camilliani ( 1597-99). Pareti: Annunciazione e purificazione attribuite a Rosalia Novelli, figlia di Pietro il Monrealese
  5. Cappella S. Francesco Saverio: quadro di F. Spoltore (1953). Frontone: Gregorio XV che canonizzò Ignazio e Francesco nel 1622. Marmi dell’altare di Gregorio Tedeschi e Pietro Falcone; stucchi della volta: Vito Sulfarello, G.B. Ferreri, Giuseppe Musso, Gius. Serpotta. Il tempietto di agata è del Prof. Valenti (1953). Nicchie laterali: S. Ninfa, S. Oliva.
  6. Cappella S. Luigi: bassorilievo di Ignazio Marabitti ( 1719-97), proveniente dalla chiesa del collegio. Cupoletta: scene vita del santo, pittore Giulio Gregorietti (1955).
  7. Sacra Famiglia. Quadro di Antonino Grano. Eterno Padre e angeli sono stucchi di Procopio Serpotta. Paliotto, marmi mischi e tramischi.

 

Presbiterio

  1. È la grande glorificazione del nome di Gesù. Il fondo dell’abside è consacrato all’Incarnazione.
  2. In questo sfondo ha lavorato lo scultore Gioacchni Vitaliano, maestro del Marabitti, come pure G.B. Ferrera, Bald. Pampilonia. Le scene di Abigail e forse quella di Achimelek sono modellati da Giacomo Serpotta. Lavori tra fine ‘600 e inizio ‘700. I quadri laterali sono di Spoltore: natività e deposizione, inizio e fine della vita terrena di Gesù.
  3. Simbologia del bene e del male; del pane e del vino.

 

Cappelle lato sinistro

  1. Cappella di S. Anna: è la cappella più bella. Gli affreschi di Pietro Novelli sono stati sottoposti a restauri poco felici.
  2. Cappella di S. Ignazio. Statua di Giovanni Maria Banzoni che copia quella della basilica di s. Pietro in Roma. Sul frontone: Paolo III. Statue di S. Agata e S. Rosalia
  3. Cappella del Crocifisso: vi ha lavorato il gesuita Orazio Ferraro ( 1628). Alle pareti affreschi dello stesso Ferraro.
  4. Cappella dei martiri giapponesi, la più ricca di ornamenti
  5. Cappella dell’Immacolata e di S. Francesco Borgia: il santo genuflesso innanzi a Maria, opera di Rosalia Novelli (1663). Angeli con simboli detratti dalle litanie.
  6. Cappella di S. Rosalia: quadro della santa di Vito D’Anna; la santa è vestita da monaca basiliana. La santa alla Quisquina e a Monte Pellegrino. Volta di Antonino Grano.

 

Navate

  1. Navata centrale: nel timpano del portale Bambino Gesù di I. Marabitti
  2. Pulpito decorato con marmi mischi, eseguiti a Genova nel 1646
  3. Navate laterali: gli stucchi si devono prevalentemente a Procopio Serpotta; gli affreschi di Antonino Grano
  4. Navata a destra entrando: affreschi sulla vita della Madonna. Io direi: ciclo dell’infanzia di Gesù.
  5. Navata a sinistra entrando: ciclo della passione, Orto, flagellazione, ecce homo, viaggio al Calvario sono piuttosto recenti; La crocifissione a la deposizione di Antonino Grano (1713-14).

 

Pavimento: del 1954.

 

Organo: Tamburini di Crema, 1952. 78 registri, 4842 canne, suddivise in quattro corpi.

 

Sagrestia: armadi di Gian Paolo Taurino, S. I., 1634. Crocifisso del secolo XVIII

 

Campanile: sec. XVIII, sul torrione del palazzo quattrocentesco Marchesi