Incarnazione 1

La Trinità che guarda il mondo

S. Ignazio di Loyola, negli esercizi spirituali, ci introduce nel mistero dell’incarnazione mostrandoci le tre persone divine che guardano l’insieme dell’universo, dove l’umanità continuamente si rinnova.

Vedendo il disagio e la tristezza. dell’umanità imprigionata nei suoi limiti, nei suoi peccati fino al punto da confondere le creature limitate con il creatore infinito e da porre in esse la speranza di salvezza, le tre persone divine decidono che la seconda persona si faccia uomo per salvare l’umanità. (Esercizi Spirituali n. 102).

L’artista ha interpretato la narrazione dandoci una sintesi di alto valore espressivo nelle figure e negli atteggiamenti delle tre divine Persone: l’eterno Padre, un vegliardo che con un gesto di misericordia rivolge lo sguardo sul mondo e sembra interrogare il Verbo, Gesù; il Figlio che sostiene la croce gloriosa, e mostra anche le sue piaghe, prezzo della redenzione.

Lo Spirito Santo, in forma di colomba, che irradia la sua luce santificatrice sul mondo.

Ai loro piedi un globo è sormontato dalla croce per indicare la perennità dell’opera redentrice.

Lo stupendo sfondo paesaggistico con i suoi castelli potrebbe essere la terra di Betlemme, dove il Verbo si fece carne (da p. Macaluso)

Riflessione:

Lo sguardo pieno di compassione con cui la Trinità guarda tutto il mondo, di tutti i tempi, raggiunge me, oggi. Infatti è per me, uno di quella folla immensa che ha bisogno di essere salvata, che Cristo si incarna, si fa uomo: per amore a me.

Questo amore di Dio si rivela come un progetto di salvezza eterna e universale. Ciò significa che da tutta l’eternità Dio nutre nel suo cuore questo progetto di salvezza; da sempre ha coltivato in sé l’intenzione di farmi entrare in una vita di pienezza insieme a tutte le creature con cui sono in relazione, a cominciare da quelle che amo di più (moglie, marito, figli, amici, …nemici). Ed ecco che Dio passa ai fatti. L’intenzione diventa decisione: attua la salvezza incarnandosi nel mondo. Lui, la pienezza di tutto, entra nel mondo limitato per farne scoppiare i limiti. Come il lievito fa gonfiare la pasta, così fa il Regno di Dio con la realtà umana, con la mia realtà: la pienezza dei tempi è arrivata per me (dagli appunti degli Esercizi spirituali nella Vita Ordinaria).

Invito:

Nei seguente esercizio cerca di seguire il metodo di s. Ignazio di Loyola:

  1. Richiama la storia del mistero da contemplare: come le tre divine Persone osservano il mondo piena di uomini e donne che non riescono a vivere in pienezza.

    Decidono, dall’eternità, che la seconda Persona assume la condizione umana, per salvarci.

    Il secondo punto far emergere, attraverso la tua immaginazione, il luogo di ciò che è stato raccontato. Occorre vedere il mondo, dove vivono tante persone diverse; udire le cose che dicono e successivamente vedere e ascoltare ciò che dicono le Persone divine.

    Il terzo: Chiedi a Dio di conoscere interiormente il Signore, che per te si è fatto uomo, perché tu possa amarlo e seguirlo.

  2. Fai tuo questa preghiera del cuore:

    Vorrei salire molto in alto, Signore, al di sopra della mia città, al di sopra del mondo, al di sopra del tempo;

    vorrei purificare il mio sguardo e chiederti in prestito i tuoi occhi!

    Vedrei allora l’universo, l’umanità, la storia come li vede il Padre.

    Vedrei in questa prodigiosa trasformazione della materia, in questo continuo ribollire di vita, il tuo grande corpo che nasce sotto la forza dello Spirito; vedrei il meraviglioso eterno progetto di amore del Padre che si realizza progressivamente: ricondurre, ricapitolare tutto in Te, le cose del cielo e quelle della terra.

    E vedrei che oggi, come ieri, ogni piccolo dettaglio vi è partecipe: vedrei quell’officina, quel cinema, la discussione sul contratto collettivo sindacale, la posa in opera dell’acquedotto cittadino; vedrei la piccola azione di esporre il prezzo del pane, il gruppo di giovani che va a ballare, il bambino che nasce, il vecchio che muore; vedrei la più nascosta particella di materia, il più segreto palpito di vita, l’amore e l’odio, il peccato e la grazia (Michel Quoist – Prières).

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