Incarnazione 4 C

Virtù cardinale – la giustizia

Nella parte superiore della lesena, sopra lo stemma dei Moncada (Duchi di Montalto e Bivona), è rappresentato il trionfo della giustizia e della pace: due puttini giustizieri si scambiano il bacio della pace, dopo aver dato fuoco ad elmi e corazze, simboli della guerra e dell’odio; l’iride e una colomba svolazzante arricchiscono di significati il simbolismo della pace. In alto un angelo ascende in cielo, sollevando un ramoscello di ulivo, simbolo di pace, e sopra di lui i puttini esultano per il trionfo della giustizia e della pace (da p. Guido Macaluso).

Riflessione:

Abbiamo veramente bisogno di giustizia e pace. Quando esse si coniugano insieme in maniera inscindibile allora la nostra vita potrà essere vissuta veramente in pienezza, perché non esiste pace senza giustizia e viceversa. Non solo, ma san Giovanni Paolo II afferma che “non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”.

«La vera pace è frutto della giustizia, virtù morale e garanzia legale che vigila sul pieno rispetto di diritti e doveri e sull’equa distribuzione di benefici e oneri. Ma poiché la giustizia umana è sempre fragile e imperfetta, esposta com’è ai limiti e agli egoismi personali e di gruppo, essa va esercitata e in certo senso completata con il perdono che risana le ferite e ristabilisce in profondità i rapporti umani turbati. Ciò vale tanto nelle tensioni che coinvolgono i singoli quanto in quelle di portata più generale ed anche internazionale. Il perdono non si contrappone in alcun modo alla giustizia, perché non consiste nel soprassedere alle legittime esigenze di riparazione dell’ordine leso. Il perdono mira piuttosto a quella pienezza di giustizia che conduce alla tranquillità dell’ordine, la quale è ben più che una fragile e temporanea cessazione delle ostilità, ma è risanamento in profondità delle ferite che sanguinano negli animi. Per un tale risanamento la giustizia e il perdono sono ambedue essenziali» (Il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2002).

Invito:

Leggere, meditando attentamente il Salmo 84.