Incarnazione 6 B

L’aria

Nella lesena superiore, nello scudo inferiore è raffigurata una stella con la coda; nello scudo centrale, in cui vi è il genietto dell’aria ritto su una nuvoletta, è inciso: «BENEDICITE VOLUCRES COELI, DOMINO – AVIUM SONUS SUAVIS, DOMINO» (Benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore = Dan 3,60; il canto melodioso di uccelli, il Signore = Sap 17,17); sopra e sotto lo scudo, vi sono elementi della varia fauna che trova il suo habitat nel cielo; sotto lo scudo, due aironi flettono il lungo collo e sembra quasi che accostino il capo per un canto all’unisono (da p. Macaluso).

Gesù invita: «Guardate gli uccelli del cielo, come non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai… eppure il Padre vostro li nutre» (Mt 6,26).

Riflessione:

L’aria, servendo al respiro, conserva la vita degli uomini e degli animali. Respiro dell’anima è la preghiera, elevazione della mente al Signore. L’aria rappresenta l’incredibile soavità, e l’estrema benignità di Dio che è sempre con le sue creature…

Per questo l’aria è il simbolo del nostro continuo ricevere il nutrimento spirituale. S. Paolo ci invita: Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi (Efesini 6,18). La preghiera per tutti i santi è per preservare tutti noi dal dimenticare questo nutrimento.

Gesù contemplava i fiori dei campi, gli uccelli del cielo e invitava i suoi discepoli a fare altrettanto (Mt 6, 26-30 guardate gli uccelli del cielo…, osservate come crescono i gigli del campo…). I suoi occhi contemplavano la bellezza della creazione e il suo cuore era ammirato nel vedere come il Padre “lavora” in essa per noi, per darci ciò di cui abbiamo bisogno ed aiutarci così a raggiungere il fine per il quale ci ha creati: essere risposta d’amore al suo amore (“Il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” Mt 6, 32-33).

Era questa una delle forme abituali della preghiera di Gesù ed anche per noi può essere una via che ci conduce all’incontro con Dio.

Invito:

Possiamo entrare in questa forma di preghiera quando il nostro cuore si sente spinto a lodare Dio dalla meraviglia suscitata in noi dall’ambiente naturale o umano (la storia, le persone, gli avvenimenti…). Lo spunto alla nostra preghiera sarà dunque offerto dalle bellezze della natura e dell’ingegno umano, dagli atti di bontà delle persone che ci circondano, dalle meraviglie del mondo spirituale, dalla vita dei santi.

Come pregare?

* Contemplare semplicemente ciò che ci sorprende, che risveglia la nostra meraviglia, esplorandone serenamente e senza fretta la bellezza naturale o soprannaturale (spirituale); ovvero, ammirare Dio all’opera nelle cose o nelle persone per realizzare il suo disegno di salvezza;

* prendere coscienza, attraverso questi segni, dell’amore che Dio ha per me, per tutto e per tutti;

* esprimere il proprio ringraziamento in un atto di abbandono e di fiducia, di amore riconoscente.

Nota bene:

Mt 6, 25-34: … Guardate gli uccelli del cielo…vedete come crescono i gigli del campo …

Sal 145: O Dio, mio re, voglio esaltarti..

Sal 8: se guardo il cielo… cos’è l’uomo… eppure l’hai fatto poco meno degli angeli…” ecco chi sono io !

Sal 19: I cieli narrano la gloria di Dio…