Incarnazione 6 D

La terra

Nella lesena superiore, – sovrapposto allo scudo inferiore, sul quale è inciso un monte con quattro rose che si sfogliano (= caducità della bellezza terrena) –, un leoncino serra un globo (= simbolo di forza). Nello scudo centrale, in cui è il genietto dell’elemento terra con in mano fiori e frutta, è inciso: «BENEDICITE GERMINANTIA IN TERRA DOMINO – PULCHRITUDO AGRI MECUM EST» (Benedite, creature tutte che germinate sulla terra = Daniele 3,76; è mio ciò che si muove nella campagna = Sal 50 [49],11). Più in alto si vedono mostri atterriti, e quattro puttini che si scatenano in vivaci movimenti attorno a un misterioso vaso sigillato (i tesori nascosti). (da p. Macaluso).

Riflessione:

La Terra ci fa rivolgere subito il pensiero al creatore, a colui che veramente ci sostenta. Non è la terra che produce ma è Dio a produrre ogni bene per mezzo della terra, come ci ricorda la parola di Dio: «… Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. Tu apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente. Tu, Dio, apri la mano ed ecco ci sazi di beni» (Sal 145,15-16). Dalle creature terrestri sgorga la lode al creatore: è beato il popolo che possiede ricchezze, ma in realtà, è beato il popolo che ha Dio per suo Signore: «Beato il popolo che possiede questi beni: beato il popolo che ha il Signore come Dio».

L’esistenza stessa del creato ci rivela l’essenza di Dio: Dio è Amore (1Gv 4, 8), e Amore Onnipotente. L’Amore infatti non può restare chiuso in se stesso: per essere veramente Amore ha bisogno di qualcuno su cui riversarsi; ecco allora che l’amore di Dio “scoppia”, esce da se stesso e… crea! Ogni cosa ha origine in Lui (Sap 11, 24-26), sorgente infinita di Amore, di Doni, di Bello, di Buono, di Bene, che l’ha pensata e voluta a sua immagine. Ogni creatura porta perciò in sé l’immagine del suo Creatore: Dio è Amore, e l’amore palpita in ogni creatura;

Dio è Bontà, e tutte le cose che Lui ha fatto sono Buone: “E Dio vide che era cosa buona! ” (Gen. 1, 9. 12. 18. 25. 31)… poiché Dio nulla ha creato per la morte” (Sap 1, 13).

Dio è Bellezza, e le meraviglie della creazione riflettono questa bellezza (Salmo 18 (19))

Osservando dunque la creazione, troveremo Dio e lo conosceremo: in essa “ciò che si può conoscere di Dio è visibile a tutti. Infatti, fin da quando Dio ha creato il mondo, gli uomini con la loro intelligenza possono vedere nelle cose che Dio ha fatto le sue qualità invisibili, ossia la sua eterna potenza e la sua natura divina” (Rm 1, 19-20). È dunque attraverso le sue opere che Dio si lascia incontrare e conoscere.

Le creature sono per l’uomo come una specie di specchio della divinità: allo stesso tempo nascondono in sé e mostrano qualcosa di Dio. Guardando, contemplando la creazione, lasciandoci sorprendere dalla meraviglia e dall’ammirazione, il nostro cuore sentirà riconoscenza per il nostro Creatore: la creazione diventa così il trampolino di lancio del nostro cuore verso Dio. È così che si sviluppa lo sguardo di fede, uno sguardo cioè che non si arresta all’osservazione della creatura, né solamente all’ammirazione di essa, ma va più oltre, al di là della creatura, per cogliere il Creatore e unirsi a Lui.

Risalire all’origine di tutte le creature significa, in altre parole, immergersi nella sorgente stessa dell’amore, alla quale io posso bere e nutrirmi per trarne vita. (dall’E.V.O.)

Invito:

1) La presa di coscienza di essere colmato di tutti questi doni e benedizioni farà sorgere in me la meraviglia per la portata infinita dell’amore di Dio per me come per tutto l’universo. Accoglierò dunque e gusterò questo amore, mi lascerò benedire, colmare, meravigliare da esso; da tale meraviglia non potrà che sgorgare spontaneo il ringraziamento per il “prodigio” che io sono, creato dal Padre e oggetto della Sua compiacenza (“E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza… Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa MOLTO BUONA.” Gn 1, 26. 31) e, in quanto tale, “diletto” (=teneramente amato e apprezzato) (“Tu sei il mio figlio diletto, in te mi sono compiaciuto” Lc 3,21).

Lascerò allora che il Padre posi su di me il suo sguardo d’amore, come lo posa sul suo Figlio Unico, sua perfetta immagine, lasciandomi svelare qual è questa mia identità di figlio.

2) Esprimo a questo Signore meraviglioso, con semplicità e spontaneamente, i miei sentimenti per tutte le cose belle e buone che abitano la mia vita, ringraziandolo per l’amore che attraverso di esse dimostra di avere per me.

Alla fine canta il canto “Fratello sole, sorella luna”

FRATELLO SOLE, SORELLA LUNA

Dolce sentire come nel mio cuore

ora umilmente sta nascendo amore.

Dolce capire che non son più solo

ma che son parte di un’immensa vita

che generosa risplende intorno a me:

dono di Lui del suo immenso amore.

Ci ha dato il cielo e le chiare stelle,

fratello sole e sorella luna;

la madre terra con frutti, prati e fiori,

il fuoco, il vento, l’aria e l’acqua pura

fonte di vita per le sue creature

dono di Lui, del suo immenso amore

dono di Lui, del suo immenso amore.

Sia laudato Nostro Signore

che ha creato l’universo intero;

Sia laudato Nostro Signore

noi tutti siamo sue creature,

dono di Lui, del suo immenso amore.

Beato chi lo serve in umiltà.

Nota bene:

Gen 1 e 2. Gustare e sentire rivolte a me e a ciascun uomo le parole: “E Dio vide che era cosa buona….molto buona !” Io sono buono… molto buono

Sal 65: A Te si deve lode o Dio in Sion…

Sal 104: Benedici il Signore, anima mia…

Is 45, 7-19: Io formo la luce e creo le tenebre…

Mc 4, 26-32: ... dorma o vegli…. cresce da solo…At 17, 22-31: Discorso di Paolo all’Aeropago = il tempio delle cultura greca: … in Dio infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo…