Articolo di approfondimento: l’elemento Aria della Colonna centrale

di Sandro Mammina

  

Lungo il transetto, in corrispondenza dei quattro pilastri che fanno da sostegno alla cupola, sono collocate le allegorie dei quattro elementi che compongono il creato, essi sono: l’ acqua, la terra, l’ aria ed il fuoco. Tali elementi sono caratterizzati da una complessa ed articolata serie di simbolismi e di rimandi iconologici e teologici.

La parasta a sinistra del transetto per chi guarda l’ altare maggiore è quella in cui si trova l’ elemento aria.

Proviamo allora a “leggere” ed interpretare la decorazione partendo dal basso  dove  notiamo due grifoni cavalcati da altrettanti puttini. Il grifone è un animale mitologico formato dall’ incrocio di due animali, uno appartenente alla sfera celeste l’altro a quella terrestre ed  infatti la parte superiore con la testa e le ali è quella di un’aquila mentre quella inferiore con le zampe che poggiano a terra è un leone. Proprio per questa specificità tale animale è di conseguenza usato a volte  per simboleggiare  l’aria altre per rappresentare la terra.

L’aquila è la regina dei cieli colei che può volare più in alto di tutti gli esseri che popolano questo elemento, le sue evoluzioni a noi che le guardiamo dal basso sembrano avere lo scopo di distaccarsi continuamante dalla dimensione  terrestre per elevarsi quanto più possibile verso quella celeste. Non a caso nei bestiari medievali l’aquila viene descritta come l’unico animale che può fissare direttamente il sole senza la necessità di socchiudere gli occhi e proprio dal sole essa trae forza ed energia, la luce del sole altro non è che un’ allegoria, quella di Cristo che può guardare il Padre/ Sole liberamente così come potremo fare noi cristiani dopo la morte. Non dimentichiamo infine che l’ evangelista Giovanni è associato a questo animale egli come l’aquila, nel suo Vangelo si concentra sulla divinità del Redentore contemplando con i suoi occhi la luce della verità.

La leggenda vuole inoltre che essa quando è ormai vecchia si tuffi tre volte in una fonte d’acqua pura per uscirne nuovamente ringiovanita riacquistando vigore nelle ali e acume nella vista, tutto ciò rimanda al sacramento del battesimo e si ispira alle parole di re David che nella Bibbia dice: “ Si rinnoverà come quella dell’aquila la tua giovinezza” Salmo 102,5. In campo artistico inoltre spesso l’aquila viene rappresentata come colei che sconfigge il male sotto forma di serpente.

Come si è già detto la parte inferiore del grifone è quella di un leone i cosiddetto re degli animali terrestri simbolo di forza,  potenza e nobiltà e se l’ aquila ci porta verso la spiritualità il leone è prettamente legato a tutto ciò che è terreno con le sue luci e le sue ombre. Il leone viene associato alla figura di Cristo nella visione dell’Apocalisse di San Giovanni  “ … ecco il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide, che ha ottenuto con la sua vittoria di aprire il Libro e di toglierne i sigilli…” Cristo vincitore è dunque mostrato sia come agnello poiché “dolce e umile” ma anche leone poiché possiede la forza divina e vittoriosa: ” Leone e Agnello, così piccolo e così grande “ come recita un’ antico messale del XV sec conservato presso l’abbazia benedettina di Nouaillè.

San Francesco di Sales nel suo Trattato dell’amore di Dio scrive della passione di Cristo in questi termini:” (…) di questo Leone della tribù di Giuda sgozzato, fatto a pezzi e squarciato sul monte del Calvario( …) ” Il simbolismo cristiano userà la frase “Ecce vicit Leo de tribu Juda! ” e cioè “Ecco il Leone della Tribù di Giuda”. Alcuni scritti mistici associano il ruggito del leone alla potente parola del Cristo, nell’antica liturgia latina è scritto “ De Sion rugiet, et de Jerusalem dabit vocem suam” e cioè “Egli ruggirà in mezzo a Sion, e da Gerusalemme la sua voce risuonerà”.

E così il Grifone rappresenta la natura di Cristo nella sua duplice veste, divina ed umana, Dante nel XXIX, XXX,XXXI canto del Purgatorio lo mette a trainare il carro  della Chiesa, è Cristo che conduce la Chiesa Universale, “…la fiera/ ch’è sola una persona in due nature”, “la doppia fiera”. La sua testa e le ali sono d’oro a simboleggiare la sua natura divina; le rimanenti membra bianche e vermiglie simbolo invece della sua natura umana e della carne che si tinge di rosso rimando al sacrificio ed alla passione di Cristo.

In un testo conosciuto come la Chiave attribuito a san Melitone di Sardi si parla di Gesù come: “ Aquila, Christus…Leo, Christus

Ed infine la statua di un grifone può essere posta all’ingresso di chiese o luoghi sacri e di culto come custode del luogo stesso.

E’ quindi chiaro come e perchè tale animale rimandi nel busto  alla natura divina di Gesù mentre nel corpo con le possenti zampe che calcano il suolo alla  sua Umanità.

Proseguendo nella visione della parasta sopra i due grifoni troviamo una civetta posata su una sorta di piccolo piedistallo, essa è spesso interpretata come presagio di notizie tristi e luttuose e in questo caso potrebbe essere un rimando alla morte di Cristo. Essa presso gli antichi era anche simbolo di saggezza come quella che deve appartenere al buon cristiano per svelare  il mistero di Dio

Spesso la civetta è stata usata dai pittori come simbolo ed infatti Antonello da Messina nella sua Crocifissione conservata nel museo di Anversa la pone su una roccia testimone del sacrificio di Cristo ed una leggenda spagnola di origini medievali la vuole vegliare il corpo di Cristo dopo la Sua crocifissione e da quel momento rifuggire la luce del giorno, in un’altro dipinto di Pietro di Giovanni d’Ambrogio ( prima metà del XV sec) conservato presso il museo d’arte sacra di Asciano il pittore dipinge quella che è una civetta  che assiste appollaiata sulla capanna alla nascita di Gesù ed all’adorazione dei pastori, essa è quindi simbolo di salvezza per la nascita del Redentore ma presagio di lutto per il destino che lo attende Il salmo 101 così recita: “ Sono diventato come la civetta nelle rovine, e come l’uccello solitario sul tetto”  sono le parole di Davide che riguardano il Salvatore abbandonato dai suoi durante la Passione.

Tuttavia tale animale, come spesso accade, ha una duplice chiave di lettura per cui la sua figura è stata associata anche a Satana come incarnazione del male, colui che ci attrae nelle tenebre.

Nel  Fisiologo il Gufo o Civetta viene descritto come animale che ama le tenebre più che la luce così come Cristo ha amato noi uomini che eravamo nell’ oscurità e per noi  “Colui che non ha conosciuto peccato, si è fatto peccato” poiché nella Torah il gufo è considerato animale impuro.

Continuando nella descrizione della lesena notiamo che la civetta è attorniata da due  strane figure femminili esse sono le arpie. Secondo la mitologia greca le arpie sono creature mostruose con la testa ed il petto di donna e ed il resto del corpo di avvoltoio il loro nome in greco significa “rapitrici” dal termine harpazein in italiano rapire, ed infatti nel simbolismo cristiano tale mostro viene usato per indicare il demonio che rapisce l’anima. Esse sono un pericolo per il cristiano che deve difendere la propria fede dall’attacco del nemico, dalla sua rapacità.

Dante nel XIII canto usa le arpie come castigo per coloro che si sono tolti la vita, peccatori contro se stessi e Dio, per cui le arpie fanno a chi si è macchiato di questo peccato quello che costoro fecero al proprio corpo.

Ed infine ancora più su, lungo la lesena, un’aquila ad ali spiegate conclude la decorazione, quasi a simboleggiare la protezione di Dio sugli uomini, che sono condotti sulle sue ali in salvo (Es 19,4 Dt32,11), essa è inoltre simbolo di eterna giovinezza (Sal 103,5), della giustizia di Dio verso gli infedeli ( Os 8,1), inoltre ammonisce il credente di camminare nelle vie di Dio così da avere passo veloce come il volo dell’aquila ( Is 40,41), ed ancora simbolo supremo di salvezza: “ Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, perchè volasse nel deserto verso il proprio rifugio,dove viene nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo, lontano dal serpente” ( Ap 12,14).

Precedente Articolo di approfondimento: l'elemento Terra della Colonna centrale Successivo Indice