la solidarietà vs la paura

Davide e Achimelec

L’ opera d’arte dell’incontro tra Davide e il sacerdote Achimelec, alla destra della scena precedente in fondo al presbiterio, racconta di quando Davide e i suoi soldati ebbero fame ed entrarono nel tempio del Signore per essere aiutati.

Davide ricevette dal sacerdote Achimelec cinque pani sacri, in quanto non c’erano pani comuni. Questi invece erano consacrati a Dio.

Riflessione

Non sempre nella nostra vita riusciamo a condividere quello che abbiamo con chi è nel bisogno. Diversi motivi ostacolavano quella condivisione. Il sacerdote aveva tutti i motivi per non soddisfare la richiesta di Davide, in quanto la legge ebraica aveva un valore molto forte per la loro convivenza sociale.

Spesso le nostre paure sono più forti dell’esigenza della condivisione, dello spezzare il pane con chi ne ha bisogno. Anzi più si è ricchi, meno si è disposti alla condivisione.

Come mai la ricchezza, invece di essere opportunità di offrire qualcosa agli altri, diventa motivo di allontanamento gli uni dagli altri? Non poche famiglie si sono divise a motivo dell’eredità. Cosa si fa per avere qualche soldo in più! Una delle dipendenze più insidiose e difficili da eliminare è quella del gioco. Essa addirittura è più insidiosa della droga e dell’alcool!

La spasmodica ricerca di ricchezza è uno dei più forti stimoli della nostra volontà di potere. Essa vorrebbe riempire la voragine della paura di non essere più, coprendola con l’illusione di una ricchezza rassicurante.

La ricerca di denaro ha a che fare con la nostra ricerca di potere. Con i soldi io posso … acquistare, risparmiare per assicurare il futuro, accumulare per darmi l’illusione di avere sempre. Quell’io posso che ci fa dimenticare che prima o poi dobbiamo morire.

Così la ricerca del denaro è come una morfina che addormenta la consapevolezza del riconoscimento di che “pasta” siamo fatti.

Anche il Vangelo parla di una impossibilità per l’uomo di uscire dalla schiavitù dell’attaccamento al denaro. Gesù afferma infatti che è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio (Vangelo di Luca 18,25).

La ricchezza e il potere sono due facce della stessa medaglia.

Achimelech invece non si lasciò vincere dalle regole che non gli permettevano di soddisfare le richieste di Davide. La condivisione dei propri beni è un’istanza che ci rende veramente umani. Superiamo la paura di non essere più con la morte, con la fatica di rinunciare a una parte di ciò che ci fa credere di essere se ci sono i soldi. In fondo si può continuare a vivere come prima, se si ha il coraggio di affrontare questo inganno.

In questo caso, non solo si sente il gusto di aver fatto qualcosa di buono e di bello, ma si sente anche qualcosa che ha a che fare con una soddisfazione più profonda: solo chi è generoso e solidale con e per gli altri assapora il gusto di sentirsi libero da tale schiavitù, anche se non c’ è consapevolezza.

Invito

1. Ricorda un fatto a te veramente accaduto nel quale ha trionfato la solidarietà nell’aiutare chi era nel bisogno di fronte a ragioni che ostacolavano tale azione. Segui le indicazioni del file precedente. Se sei coinvolto nella scena, poniti in maniera distaccata, come se tu fossi un’altra persona. Soffermati sui volti delle persone e sul gusto che ti lascia tale esperienza.

2. Prendi consapevolezza dei tuoi movimenti interiori quando invece non hai vissuto secondo lo spirito di solidarietà e di aiuto a chi era nel bisogno. Quali sono le ragioni che hanno determinato una tua chiusura? E come mai queste ragioni hanno prevalso? Soffermati sui movimenti interiori prima e dopo tale esperienza. Quali sono le sensazioni che emergono con maggiore costanza quando ti chiudi agli altri? Ne parli con qualcuno ?

Nel quinto e ultimo momento dell’esercizio di vigilanza, prendi consapevolezza delle sensazioni diverse che hai avuto quando invece ti sei aperto ai bisogni degli altri e sei riuscito ad essere solidale.

Confronta le une e le altre sensazioni per un sereno confronto e per decidere su come procedere.